Contesto e progettualità
Un progetto per favorire l’inclusione sociale, lavorativa e abitativa dei rifugiati in uscita dai Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS)
La Cooperativa L’Angolo propone un intervento integrato volto a prevenire l’esclusione sociale dei rifugiati in uscita dai Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), spesso privi di competenze linguistiche adeguate, stabilità lavorativa e soluzioni abitative regolari. In assenza di questi elementi, risulta impossibile il rinnovo del permesso di soggiorno e l’inserimento lavorativo stabile, con il rischio concreto di ricaduta nell’irregolarità.
Il progetto si articola su tre livelli:
- Percorsi formativi nei CAS, con focus su lingua italiana, educazione civica e orientamento al lavoro precoce;
- Formazione tecnica co-progettata con aziende locali (logistica, edilizia, GDO), fondata su fabbisogni professionali reali;
- Accoglienza abitativa transitoria post-CAS per beneficiari con contratto di lavoro, a canone calmierato, regolata da un Patto di Responsabilità che include la prosecuzione del percorso formativo e l’impegno verso l’autonomia.
Alle aziende coinvolte si offre un sistema di supporto che include mediazione culturale, tutoraggio individuale, mentoring ciclico e consulenza su policy inclusive.
L’intervento si fonda su una rete territoriale attiva e mira a garantire continuità ai percorsi di integrazione, favorendo inclusione sociale e abitativa, inserimento lavorativo regolare e coesione comunitaria.
Il contesto
La provincia di Modena dispone di circa 1.400 posti nei centri di prima accoglienza, in gran parte occupati da migranti economici pronti all’inserimento lavorativo.
Il tasso di occupazione a Modena è del 70,4%, superiore alla media nazionale pari al 61,5%; tuttavia, nel 2024, il 52,7% delle posizioni lavorative è risultato di difficile copertura, specie nel manifatturiero.
I CAS possono quindi agire come incubatori di risorse umane, formando i beneficiari sul piano linguistico, culturale e tecnico sulla base delle richieste del mondo produttivo locale. Tuttavia, una volta ottenuto il permesso di soggiorno e usciti dai CAS, i rifugiati affrontano gravi difficoltà abitative: i posti SAI dedicati alla “seconda accoglienza” anella provincia di Modena sono solo 165; mancano loro i requisiti per ERS (ISEE ≥ 12.500 €) e per ERP (residenza da ≥ 3 anni); infine, l’accesso al mercato privato è precluso da affitti alti e garanzie inaccessibili (contratto stabile, caparra).
Si evidenzia quindi la necessità di una misura ponte abitativa e formativa per accompagnare i rifugiati lungo il percorso di integrazione sociale e lavorativa.
Gli obiettivi generali
L’obiettivo generale del Progetto è quello di favorire l’inclusione sociale, lavorativa e abitativa dei rifugiati in uscita dai Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), attraverso un modello integrato che colmi il vuoto attualmente esistente tra la prima accoglienza e la piena autonomia, prevenendo il rischio di irregolarità e marginalità.
Gli obiettivi specifici sono i seguenti
1. Potenziare l’integrazione dei beneficiari durante il periodo di accoglienza nei CAS
attraverso percorsi formativi su lingua italiana, educazione civica e orientamento precoce al lavoro
2. Facilitare l’inserimento lavorativo stabile dei rifugiati
mediante percorsi di formazione tecnica mirata, sviluppati in collaborazione con aziende del territorio e centrati su fabbisogni professionali reali
3. Garantire una soluzione abitativa transitoria e accompagnata post-CAS
per rifugiati con contratto di lavoro
4. Supportare le aziende nell’inserimento e nella valorizzazione del personale rifugiato
I risultati attesi
Il Progetto mira a rafforzare i percorsi di inclusione dei rifugiati in uscita dai CAS, riducendo il rischio di marginalità e irregolarità. I risultati attesi sono i seguenti:
- almeno il 50% dei beneficiari nei CAS sono coinvolti in percorsi formativi su lingua italiana, educazione civica e orientamento al lavoro;
- attivazione di almeno 3 percorsi formativi tecnico-professionali in collaborazione con enti di formazione e coinvolgimento di almeno 30 rifugiati in tirocinio o contratto di lavoro;
- assegnazione di almeno 10 posti in alloggi transitori a rifugiati con contratto di lavoro, con accompagnamento verso l’autonomia abitativa;
- adozione di un Patto di Responsabilità individualizzato per ogni beneficiario accolto negli alloggi;
- attivazione di un servizio di tutoraggio e mentoring con almeno 3 aziende partner, con incontri periodici e valutazione congiunta dell’inserimento lavorativo;