Dal Camerun a Modena, la storia di Laurent Nimbo, campione regionale di boxe in Emilia-Romagna, che trasforma fuga e dolore in lavoro, famiglia e sport, raccontando un’Italia capace di proteggere e offrire una nuova vita.

La storia di Laurent arrivato dal Camerun

Ci sono storie che lasciano un segno profondo. Storie di chi attraversa il mondo per salvarsi, fuggendo da guerra e violenza, e trova la forza di ricominciare. Quella di Laurent Nimbo è una di queste. Arrivato dal Camerun, oggi ha 29 anni, vive a Modena, e grazie alla Cooperativa L’Angolo ha trovato lavoro a tempo indeterminato, ha costruito una famiglia ed è campione di boxe. La sua vicenda racconta un’Italia che non è solo terra di passaggio, ma un Paese capace di accogliere, tutelare i diritti e offrire opportunità concrete.

La guerra, la fuga e i trafficanti di esseri umani

Nel 2021 il Camerun è devastato dalla guerra civile. Laurent perde il padre e la sorella maggiore. Restare significa rischiare la vita. Decide di fuggire. In Tunisia entra in contatto con trafficanti di esseri umani e, insieme alla moglie incinta, subisce violenze e aggressioni. “Ho preso tutti i colpi per difendere la mia famiglia”, racconta. Nonostante tutto, riesce a organizzare la partenza.

La traversata e il naufragio

La traversata avviene su un barcone precario che affonda in mare. La salvezza arriva grazie all’intervento della Guardia di Finanza. “Ci hanno salvati quando eravamo allo stremo”, ricorda. È il primo incontro con l’Italia, che per Laurent diventa subito sinonimo di protezione.

Da Lampedusa a Bologna fino a Modena

Dopo Lampedusa e Bologna, arriva a Modena e viene accolto nelle Residenze Costellazioni della Cooperativa sociale L’Angolo, che ospita profughi di guerra e famiglie vulnerabili. Qui Laurent impara l’italiano, ricostruisce una quotidianità stabile e può vivere serenamente con la moglie e il figlio.

La boxe unisce passato e futuro

La boxe è il filo che unisce passato e futuro. In Camerun si allenava in modo improvvisato, guardando video online. In Tunisia gli viene concesso di allenarsi in palestra in cambio di lavoro manuale. In Italia, grazie al supporto della Cooperativa e delle palestre locali, completa le visite mediche e diventa atleta agonista. “La boxe è educazione, rispetto, integrazione. Ti insegna a credere in te stesso”, spiega. In questi giorni Laurent ha partecipato ai Campionati Nazionali Assoluti di boxe a Trieste, raggiungendo la semifinale.

Campione di vita

Ha ricevuto anche il riconoscimento di ’Campione di Vita’ dall’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile. “Tutto quello che ho vissuto può essere utile agli altri”, dice. La sua storia dimostra come l’Italia, attraverso istituzioni, cooperative e volontariato, possa davvero fare la differenza: salvare vite, accogliere chi fugge dalla tragedia e offrire gli strumenti per rinascere. È una testimonianza che unisce responsabilità individuale e valore collettivo, mostrando come integrazione, lavoro e sport possano diventare strumenti concreti di riscatto. Un percorso fatto di regole, diritti e opportunità reali, che trasforma una fuga disperata in una storia di dignità, futuro e appartenenza condivisa.